RITORNO DELLA VOLATILITA' SUI MERCATI. CHE FARE?

Da aprile del 2020, dopo un mese di marzo molto turbolento, abbiamo assistito ad una crescita costante e molto imponente dei mercati finanziari. In queste ultime settimane i mercati azionari hanno ripreso ad oscillare ….non ci eravamo forse più abituati?

Il motivo principale è che per la prima volta dopo molti anni, da qualche mese si è ricominciato a parlare del ritorno dell’inflazione nelle economie mondiali. Il concetto di inflazione mi piace sintetizzarlo con una celebre frase detta negli anni ’70 dal noto attore  Ugo Tognazzi mentre ironizzava sulla galoppante inflazione italiana dell’epoca : “Inflazione significa essere povero, con tanti soldi in tasca”.

COME MAI SE NE PARLA?

L’ingente liquidità immessa dalle Banche Centrali a favore dell’economia e l’inizio delle vaccinazioni hanno aumentato le aspettative di una ripresa della crescita economica. Queste aspettative hanno innescato un imponente rialzo del prezzo delle materie prime, dai metalli al petrolio, fino ad arrivare ai principali prodotti agricoli. L’aumento generalizzato dei prezzi è stato causato anche dalle diverse interruzioni delle catene di rifornimento provocate dal Covid e dalla domanda di beni e servizi che ci si aspetta molto alta per il  potere di acquisto di alcune categorie di consumatori che è aumentato in funzione dei risparmi accumulati in questi mesi.

ORA PASSIAMO AI DATI

Per ora l’inflazione nelle economie avanzate rimane sotto l’obiettivo del 2%, ma ci sono alcuni segnali di cambiamento. Nella zona euro è passata da -0,3% a dicembre 2020 a 0,90% a gennaio 2021. Negli Usa l’inflazione è all’1,4% ma anche qui la maggior parte degli economisti è convinta che superi il 2% entro fine anno. Solo la Cina sembra al momento andare controcorrente.

COME STANNO REAGENDO I MERCATI FINANZIARI?

Se fossimo negli anni 90/2000 una ripresa dell’inflazione dopo una recessione sarebbe scontata, come anche un rialzo dei tassi d’interesse. Ma siamo nel 2020 e questa seconda paura non avrà ragion d’essere nei prossimi mesi, visto l’impegno confermato da tutte le maggiori banche centrali a tenere bassi i tassi d’interesse e continuare con gli stimoli all’economia. Al momento a subire le maggiori conseguenze sono state le obbligazioni americane con le scadenze più lunghe ed i titoli tecnologici. Facendo un’analisi più profonda occorre evidenziare che l’inflazione disturba i mercati azionari solo se i tassi aumentano.  Di conseguenza, come la storia ci insegna, le borse rimangono indifferenti agli aumenti dei prezzi se questi avvengono in contesti di crescita degli utili e con tassi bassi.

COSA ASPETTARSI PER IL FUTURO?

Come spero di aver comunicato è in atto un forte dibattito tra chi prevede un rialzo consistente dell’inflazione stile anni ’70 e chi ci ricorda come nei decenni più recenti ci si sia spaventati molte volte per un’inflazione annunciata ma che alla fine dei conti ha continuato solo a scendere. Sicuramente è un aspetto da considerare e monitorare con attenzione da qui in avanti.

QUINDI COSA FARE CON I PROPRI RISPARMI DI FRONTE A PREVISIONI COSI’ CONTRASTANTI?

Il mio consiglio è quello di rimanere pragmatici nei confronti dei propri risparmi investiti, ricordando i seguenti punti:

-MANTENERSI FOCALIZZATI SUI PROPRI OBIETTIVI D’INVESTIMENTO uscendo dal presentismo”.  E’ sempre utile ricordarsi perché abbiamo investito in quel settore piuttosto che in un altro e quali sono le prospettive ed i PROGETTI DI VITA a cui sono abbinati gli strumenti finanziari in portafoglio.

-GESTIONE DELLE EMOZIONI e quindi della VOLATILITA’: un corretto comportamento nei confronti dei propri risparmi può già di per sé rappresentare un elemento fondamentale per riuscire ad evitare errori decisionali in grado di inficiarne il risultato finale.  La volatilità è un elemento INELIMINABILE nel processo d’investimento che arriva sempre in modo inaspettato. Come dico molte volte non esiste attività finanziaria che possa salire se non può anche scendere e gli unici investimenti che a mia memoria salivano costantemente erano ad esempio quelli consigliati dall’ex banchiere Bernie Madoff (invito per chi non lo conoscesse a digitare il nome su Google per vederne il curriculum) che ha architettato una delle più grandi truffe al mondo ed a cui hanno dedicato anche un film.

Guardare tutti i giorni la variazione del proprio portafoglio genera euforia quando tutto sale e paura quando tutto scende. Nel primo caso si è felici e contenti, nel secondo non si vede l’ora di vendere tutto e non rientrare più. E’ importante ricordarsi che è il tempo il vero “antidoto” alla volatilità di breve periodo e che eventuali fasi di discesa potrebbero invece rappresentare delle opportunità di acquisto a prezzi più bassi.

-APERTURA MENTALE : guardare un mondo “nuovo” con occhi “vecchi” non è il miglior modo per far lavorare i risparmi per il nostro futuro. Al fine di non farsi cogliere impreparati dagli eventi occorre ricordare che stiamo vivendo in un contesto di forti cambiamenti che si concretizzano in modo molto veloce. Bisogna essere abili a coglierne le opportunità. Oggi abbiamo la straordinaria possibilità di investire i nostri risparmi a livello mondiale con opportunità che solo 20 anni fa erano precluse esclusivamente ai grandi investitori.

In conclusione per chi ha i risparmi investiti è utile continuare ad applicare il metodo stabilito da una corretta pianificazione finanziaria delle proprie risorse evitando improvvisazioni dettate dall’emotività. Invece per chi ha troppi soldi improduttivi sul conto corrente (anche in considerazione delle prospettive di inflazione descritte nell’articolo) potrebbe essere sempre più oneroso continuare a rimandare l’occuparsi seriamente del proprio futuro.

Essere affiancati da un professionista serio e competente rimane sempre il miglior consiglio per costruire un progetto di investimento solido e cucito su misura.

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Fabio Cassone

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